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La musica swing

Se c’è una cosa che rende la musica swing immediatamente riconoscibile, è la sincope. Quel piccolo tira-e-molla, il ritmo che si insinua tra i battiti forti, è ciò che dà al jazz e allo swing la loro inconfondibile vitalità e il loro caratteristico “rimbalzo”.

Nella teoria musicale, la sincope significa dare enfasi agli spazi tra i battiti, invece che solo ai battiti stessi (1, 2, 3, 4). 

Duke Ellington una volta disse: “It don’t mean a thing if it ain’t got that swing”—e ciò che intendeva era che lo swing non riguarda soltanto un ritmo regolare, ma un ritmo giocoso. Questa tensione giocosa è creata proprio dalla sincope. 

Wynton Marsalis spiega che la sincope è come aspettarsi l’inaspettato.

Per i ballerini, la sincope è ciò che rende il Lindy Hop qualcosa di più che semplici passi sui conteggi. È ciò che ci permette di sorprendere i nostri partner, dilatare il tempo ed esprimere la musica oltre il “1-2-3-eh-4”. 

Senza sincope, i swing out sembrerebbero meccanici; con la sincope, invece, respirano, fluiscono e brillano di vita.

Storicamente, tutto questo risale alle tradizioni ritmiche africane portate negli Stati Uniti attraverso la diaspora africana. I modelli di call-and-response, i poliritmi e la sincope sono diventati il cuore pulsante del jazz, del blues e, infine, dello swing dance.